Siamo tutti e quattro single, cioè DADASOLI
 
 
Andrea e la sua Panchina.. Angelo e il suo Fascino.. Teddi e i suoi nuovi capelli corti.. Fabbrizio e la sua Marlboro..
"Na na nana, nananana na na nana...."Rivisitazioni di vecchi successi, di vecchie canzoni, senza senso, senza rigore logico, o forse sì, chi lo puo' dire? Qualcuno forse sa in realtà com'è l'amore? E' così: è un po' come se' stesso. Per definizione nostra o per esperienza personale. Noi che siamo qui, che smettiamo di amare, ma vediamo ancora la luce dei nostri occhi riflessa in quelli della donna amata. O forse è lei che vorremmo amare, o che ci piacerebbe inondare delle nostre attenzioni e dolci parole, ma che sicuramente non esiste, o è la proiezione di qualcosa che abbiamo (ho) dentro e si manifesta come una sorta di frustrazione e non è capace di trasformarsi nella cruda realtà e dire: stai sognando.Non è così. Con tutta probabilità piangere è forse inutile, perchè si sa, il vento, e con esso le nostre fantasie, vanno dove non c'è dignità. Probabilmente verso chi non lo merita, sicuramente non dalla nostra parte. Tutto questo per trasformarci in esseri circondati dalla solitudine. Anzi: intrappolati nella solitudine, difficile da sopportare e che ci confonde a tal punto da non farci rendere conto se siamo atti a stazionare in questo mare di facce allegre e amare (ma per lo più allegre) mentre tutto continua a girare senza pietà. E le note di questo gruppo sono nella nostra testa. Singole note che crescono fino a portarci a rasentare la follia, reduci dalla nuova consapevolezza di quanto si possa stare male... Ed è crudele. Saremmo sicuramente più a nostro agio nudi, in mezzo alla gente o da soli, chissà? Ingenui e genuini.. Ma forse è la voglia che manca. O forse è condanna? Per ora bevo lentamente il mio caffè, continuando a pensare a quanto saremmo potuti stare bene insieme, e che con te avrei voluto passare altro tempo, forse tutta la vita, ma sicuramente molto altro tempo. Intanto sono solo,da solo da da... Avrei voluto passare con te, e provare con te, ciò che per ora vedo solo intorno a me. Avrei voluto ridere con te. Ridere, fare scherzi e vivere di ingenuità, ma ora tutto ciò non mi appartiene più: e quello che ho non mi basta. No. E mi sento solo, profondamente solo, da da, immerso nel ricordo di noi, di te, dei tuoi capelli, di Te. Forse ne uscirò. Prima o poi. Per ora l’importante è respirare con ogni mezzo possibile: anche con il cuore, senza possibilmente far scendere una lacrima che in ogni caso sarà piccola, piccolissima. Ma è così facile in fondo….in fondo in fondo, non fare rumore…è solo aria…è vita… E’ già notte, ora, e le luci esplodono. Semafori spenti. Il pensiero di te che mi ossessiona. Non so cosa fare. Il rimpianto mi strazia. E quel colore... il rosso… rosso… rosso…ora sarà di qualcun altro e io non lo sopporto. Vedo solo una finestra. E' chiusa, ma sicuramente domani, o chissà quando, qualcuno la aprirà. Prima o poi. Il nostro amore no, non verrà mai più riaperto: è come aver perso l’ultimo tram, è come far svanire un sogno, c’è chi non trova la propria strada, o semplicemente qualcuno gli ha rubato la cognizione di dove sta andando, di quale direzione deve far prendere alla propria vita. Troppi amori oltre al nostro non riescono a riaprirsi, e con questo tragico risveglio realizzo che forse, dopotutto doveva andare così, anche se è il drammatico epilogo di un sogno che infrangendosi, separa le nostre strade. Ma quante ore, quanti giorni persi dietro quel sogno, il sogno di resuscitare quell’amore, sogno che non si sarebbe mai avverato.E la rabbia intanto cresce. Ma un’altra volta resto senza te. L’abitudine mi ha reso privo di speranze e di aspettative. Vedo solo il nero. Prima vedevo e sognavo il rosa della tua pelle. La tua pelle che ora si è trasformata improvvisamente in un cupo nero svelandomi la tua crudeltà. Chissà poi se era crudeltà o invece maschera di un amore che neanche tu volevi finisse?E ora che guardo il mare, ora che è inverno, ricordo con piacere i momenti passati insieme. Sul mio volto un sorriso che colora il mio viso. E a scandire la fine una sensazione sulla guancia: sale, mare. E' una lacrima…
Andrea Quello della Panchina
2006.. 2006.. QUANTI ANNI SEI? 2006! Da dove iniziare? Sono passate solo poche settimane dall'uscita di "Manifestazioni Intime di Passione" e di cose da raccontare ce ne sarebbero una marea. Potrei sintetizzare il tutto in una parola sola - THMEEEEEEEEEEEEEE!!!!!!!!!!!!! - , ma mi sembra riduttivo. E per il fatto che in pochi la potrebbero capire, e perché sarebbe comunque una cazzata. Procedo quindi nel dettagliato (e quindi palloso) resoconto delle vacanze natalizie delle Sensazioni Champagne.
IL SANTO NATALE Come tutti i bravi cristiani anche noi delle SC la notte di Natale ci siamo recati a messa. C’era anche il maestro del Cinematografò Andrea B. a riprendere, telecamera alla mano, i momenti salienti della “messa - concerto - evento” della chiesa di S. Nonmiricordoilnomedelsanto a San Benedetto del Tronto. Dai filmati si nota un pensieroso Teddi che, dopo aver “ammollato” la mano nell’acqua santa, esplode in un plateale segno della croce davanti ad una divertito LolloRossi (risate blasfeme). Al grido di “è nato ‘nu frichì, pesa quattro kili e otto, thmeeeeeeeeeeeeeeee!” la serata si è poi conclusa con il solito tasso alcoolico vergognosamente alto. Ma stavolta c’era un buon motivo per festeggiare.
LA CLAMOROSA RECENSIONE
Manifestazioni Intime di Passione è stato recensito dall’amico Guido sul blog http://musicbakery.iobloggo.com/ . Per noi è stato un onore e non ci saremmo mai aspettatti tutta questa simpatica attenzione da parte del “Panettiere”, dei suoi amici e delle sue amiche. (Un saluto particolare a Valentina e grazie per il the cinese). Inoltre siamo consci del fatto che il povero Guido ha dovuto fare per forza il buono con noi, ma siamo contenti ugualmente!
FASCINO, FANTASIA & PUBBLICITA’ Il nostro caro Bassista ex-chitarrista acustico dovrebbe dedicarsi al “pierraggio”. La distribuzione a valanga di Manifestazioni Intime di Passione da parte di Angelo ha dato i suoi frutti. Passeggiando per le strade della ridente cittadina marchigiana (in questo periodo un po’ meno bella del solito a causa degli orribili addobbi e lucette del cazzo natalizie) insieme al sopra citato Angelo, diverse volte ci siamo imbattuti in persone (a me sconosciute) che si prodigavano nel complimentarsi con noi per l‘album (va be’ saranno pure stati complimenti di circostanza, ma fa piacere lo stesso) o che avevano saputo del nostro lavoro e ne volevano una copia. Addirittura l’album è stato messo in un locale (per fortuna che non ero presente). Addirittura…Thmeeeeeeeeeeee!
UN GIORNO COME UN ALTRO, MA MICA TANTO La sera del 31 dicembre a casa di Andrea QDP sono successe parecchie cose. Andrò in ordine sparso.- discorsi deliranti tra il sottoscritto e un Fabbrizio (alias Morreeno Sbunelli) in gran forma su argomenti oserei dire non ripetibili per scabrosità e volgarità. Spero non scappino mai fuori le miniDV di Andrea B.- jam session infinite con chitarre e conga’s (la hit della serata è stata un pezzo inedito, ma noto agli abituè di casa Castelli dal titolo “Vecchia Spugna”)- gin lemon, rum e coca, whisky, e puzza di vino rosso- una deliziosa cena by Ludo, Stefania, Chiara e Ilaria- la Teddimobile dentro la siepe- Andrea B. sul divano e il suo sigaro - LolloRossi in ginocchio a contare i sassolini del cortile (ancora il punto V)- Andrea B. sul letto e il suo bel pigiama- Teddi e le sue percussioni - il culo peloso scoperto di ANDREA B.- Teddi che ha dato tutto- un centinaio di “Thmeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee” a testa per ogni membro delle SC- la gradita visita di Ale e Guido (sebbene con ritardo ingiustificato, ma avevate gia pagato un prezzo altissimo per questo)- canzoni cantate dentro la Teddimobile- mosche sul matrimoniale- Andrea QDP, splendido padrone di casa ubriaco che intrattiene gli ospiti che non fanno parte della ristretta cerchia di amici, e quindi un po’ in imbarazzo, dimostrando di saper fare conversazione anche su argomenti banali del tipo “che bei fuochi d‘artificio”, “no, ma io abito in città”, “si qui è molto tranquillo”,”volete altro da bere? ” - scherzi e infarti sfiorati alla finestra- la canzone “Duemilaesei, duemilaesei, quanti annni sei? Duemilaesei!”- quasi dieci ore senza affrontare un discorso serio- Fabbrizio (alias Morreno Sbunelli) mentre dorme non abbraccia un tenero pelouche...
LASCIACENE UNA Qualche blogger coraggioso vuole spingerci a rispolverare un nostro vecchio pezzo troppo scomodo. Che ne dite? Intanto potrei postare il testo della canzone, ma noi delle Sensazioni Champagne abbiamo dei timori a riguardo! Che anche stavolta i piani alti del cinema italiano arrivino a minacciare il taglio della gola? Chissà.. Intanto partecipate alla petizione su questo blog. Grazie
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