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RESPIRA COL CUORE - Forse non dovrei parlarvene perché questo è il pezzo che prima o poi presenteremo al più importante festival della canzone italiana.. Si.. avete capito bene.. sto alludendo a San Remo. E naturalmente dedicheremo la vittoria a voi sette o otto che ci seguite assiduamente su questo simpatico blog! E’ un brano delicato, dolce, e carico di Amore, ma allo stesso tempo triste, malinconico e disilluso. Sono le parole di un uomo innamorato che ha paura che il momento magico che vive insieme alla sua partner possa finire da un momento all’altro perché crede che la grandezza e la bellezza del loro amore aumentino di pari passo con la fragilità di quest’ultimo. Perciò, in lacrime, chiede alla sua donna di non respirare come tutti gli altri esseri umani con i polmoni, ma di utilizzare il cuore onde evitare che il seppur sottile e quasi impercettibile rumore del suo fiato danneggi quella esile bolla di sapone che è il loro amore, ultimo baluardo e confine invisibile tra la loro coppia innamorata e il mondo esterno. E’ la descrizione dello stato d’animo dell’Uomo Moderno che vive le proprie storie d’amore con angoscia e insicurezza, che non è capace di affrontare serenamente le situazioni piacevoli, che non è in grado di dare amore senza pretenderne almeno il doppio in cambio. Come in “Retoricamente tuo,mai” l’Uomo Marito perde la partita di fronte all’Uomo Sco***ore a Tutti i Costi, in “Respira col cuore” l’Amore Eterno della Propria Vita è sconfitto dall’Amore Svincolato da Troppe Responsabilità. Siamo noi i giocatori di questa partita, i protagonisti. Siamo noi quelli che decidono chi vince o chi perde. Noi, ancora, paradossalmente dettiamo anche le regole. Siamo noi gli arbitri.
ROSA E NERA - Da un punto di vista strettamente musicale è la mia preferita delle Sensazioni Champagne. Io e Andrea della Panchina abbiamo paura che l’arrangiamento che stiamo buttando giù in studio non riesca a rendere in maniera ottimale l’atmosfera originale del pezzo, ma siamo consci che o verrà una merda colossale, o un capolavoro assoluto (non chiedetemi perché, ma ci siamo convinti di ‘sta cosa). E’ la storia di un uomo che ha amato la sua donna al massimo sapendo di non essere affatto corrisposto. E’ la storia di un uomo ingenuo che per un tempo lunghissimo non ha mai affrontato la verità, ma si è solo prodigato a sperare che la sua partner inizi ad amarlo senza per altro muovere un dito. E’ la storia di un uomo che un giorno esplode e tramuta tutto il suo amore in puro e cinico odio con cui travolge quella che ormai è la sua ex-compagna urlandole che è “Rosa d’Amore”, ma allo steso tempo “Orribilmente Nera”. Un attimo prima della fine di questa storia l’uomo capisce che il vero e unico colpevole è proprio lui. Vorrebbe quasi ridere. Non fa in tempo. Una lacrima già solca la sua guancia. Anche qui l’ascoltatore rimane con un dubbio, anzi con due dubbi: l’odio avrà coperto in maniera definitiva il sentimento d’amore che prima regnava nell’animo del nostro protagonista, o magari in un angolo del suo cuore c’è ancora una gracile e piccola fiamma? E quell’amore che prima regnava, era amore limpido e cristallino o offuscato dalla mera paura di trovarsi in uno status differente (cioè lo “status-single”) da quello in cui il nostro uomo si era tanto bene adagiato?
Cià da Teddi
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