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Storielle: Pierino e il Coppa Allora c'è Pierino che va a scuola. Poi arriva davanti alla scuola e incontra il suo amico Coppa che gli dice: - bella Pierì, dai facciamo sega - - Ma Coppa tu sei uno studente universitario, non puoi fare sega! - risponde Pierino. - che c'entra, scusa? rimane il fatto che non ho assolutamente voglia di andare all'università degli studi dato che oggi ho un esame! - I due si incamminano verso il tipico bar da segaioli. (Il tipico bar da segaioli deve essere posto nelle immediate vicinanze della scuola, deve essere frequentato anche dai professori altrimenti vengono a mancare quel senso di sfida e quella sensazione adrenalinica di pericolo che sono alla base di ogni salina) e deve essere dotato di una sala nascosta sul retro. Il vecchio dietro al bancone può chiamarsi o Franco o Carlo e deve avere un figlio adolescente brufoloso che lo aiuta. Cornetto e caffè offerti dal Coppa che dopo qualche minuto dice: - Pierì, senti ho cambiato idea: non posso stare qui a non fare un cazzo con te. Vorrei recarmi nell'aula lettura della mia facoltà per poter ripassare quel tanto che basta per affrontare l'esame senza rischi di essere bocciato. - - Ok ti accompagno. - Il Coppa a questo punto non sa dove parcheggiare quella palla al piede di Pierino. Non può mica presentarsi dai suoi amici fuori corso adulti insieme ad un moccioso brutto, basso e stupido. Cosa penserebbero di lui? E poi quello zaino della Seven con la riga che spunta fuori dalla tasca... Il Coppa pensa che l'unica scappatoia è sperare che ci sia qualcuno dei suoi amici a nulleggiare sulle panchine di giurisprudenza. Ma si dai, quelli non fanno un cazzo dalla mattina alla sera. Glielo appioppo, invento una cazzata e scappo. Il Coppa dice: - Pierì .. passiamo un attimo al cortile di giurisprudenza, non ti immagini quanta fica ci sta in quel posto, mamma mia, e poi so pure disponibili, vedono robba fresca come te e ti saltano addosso. Pierino si eccita. Il cortile è drammaticamente vuoto. Solo una cicciona che li guarda male. D'altronde non sono nemmeno le nove e si sa che gli avvocatini amano dormire fino a tardi. Al Coppa non resta che portarsi Pierino in aula lettura. Ma il gigantesco zaino di Pierino non entra nell'armadietto della biblioteca e il Coppa, che non abbandona così gli amici, decide di non entrare nemmeno lui che poi si sente in colpa e la notte prima di addormentarsi viene assalito dai rimorsi. - Coppa, ci andiamo a fare una canna? - - No dai, ma sei matto? a 'stora ci stende! E poi io devo fare un esame, devo studiare, devo stare lucido. No! - Il Coppa ha perso la pazienza. Poteva evitare quell'assurda richiesta. Cosa cazzo c'entrava mo la canna? Mavaffanculo! Il Coppa porta il povero Pierino in un vicolo buio e lo ammazza col suo stesso righello tagliandogli la gola da orecchio a orecchio. Nel pomeriggio il Coppa si reca a fare l'esame ancora sporco di sangue e viene bocciato.
Teddi
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